Le periferie cittadine sono oramai solo quartieri dormitorio senza servizi, una città nella città che resta da sempre ai margini
Una denuncia sulla situazione in cui versano le periferie cittadine ci giunge da Fausto Simeone.
"Gentile direttore - ci scrive - allargo l'orizzonte della mia osservazione a tutte le periferie, quartieri dormitorio senza servizi, una città nella città che resta da sempre ai margini.
Quartieri nati senza una vera pianificazione, pensati come dormitori e mai trasformati in luoghi vivibili.
Strade dissestate, illuminazione insufficiente, marciapiedi inesistenti (nella prima foto in basso quello a contrada Capodimonte) ed il vero nodo che è l’assenza di servizi.
Pochi spazi pubblici, centri di aggregazione assenti, verde abbandonato (nella foto di apertura via Jovine alla Pacevecchia), collegamenti carenti.
Vivere in queste zone significa fare i conti ogni giorno con isolamento e disagi.
Migliaia di cittadini pagano le tasse ma ricevono poco o nulla in cambio.
Il risultato è un progressivo degrado, aggravato da anni di mancate scelte e scarsa programmazione.
Le periferie non chiedono privilegi ma attenzione e interventi concreti perché una città che dimentica i suoi quartieri più fragili finisce per perdere sé stessa".